a milano i lampioni stradali si spengono alle 7.25 in punto.
sbrinare il frigo, lavare le tende, sgrassare i vetri, disincrostare il forno: l’estate in città permette di dedicarsi a decine di eccitanti attività con cui prepararsi a un nuovo autunno di solitudine.
promemoria per la prossima estate in città:
milano è bella ad agosto solo quando la racconti a settembre a chi non c’era.
ora che è arrivata l’estate, nella mia strada siamo rimasti io e trentadue alberi.
mi sento un po’ solo ma ho una densità di verde per abitante superiore al canada.
un altro indizio di come sarebbe andata questa estate l’ho avuto dieci minuti fa quando, affacciatomi, il mio unico dirimpettaio ancora in città m’ha dedicato uno svogliato saluto col capo, e poi ha ripreso a tagliarsi le unghie fuori dal davanzale.
nessun arricchito milanese può dirsi veramente tale se durante il weekend non indossa pantaloni rossi.
alberto cottica è un musicista e un economista e una persona di grande sensibilità umana e civica, e ha appena pubblicato un articolo, breve ma concretissimo, sull’expo 2015, che vi invito a leggere anche se non abitate a milano.
al momento, la pizza più buona che io abbia mai mangiato a milano è quella della piccola, insospettabile pizzeria “spaccanapoli” in via mosè bianchi angolo via correggio.
eventi cool, addio.
parlate pure male di milano, odiatela, detestatela.
ma almeno veniteci una volta.
e poi mai più, per favore.
so di essere a milano quando al mattino guardo fuori dalla mia finestra e vedo altre finestre. e dietro quasi tutte quelle finestre vedo filippini che passano l’aspirapolvere.
toh, piove.
a milano sono installate circa 900 telecamere di videosorveglianza comunale con rotazione di 360° e tecnologia di attivazione automatica “urlo e sparo”.
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